{"id":1285,"date":"2015-07-10T11:29:52","date_gmt":"2015-07-10T11:29:52","guid":{"rendered":"https:\/\/aicem.techsoupdays.it\/?p=1285"},"modified":"2020-09-11T11:33:38","modified_gmt":"2020-09-11T11:33:38","slug":"conoscere-laltro-storia-di-un-cooperante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aicem.techsoupdays.it\/it\/2015\/07\/10\/conoscere-laltro-storia-di-un-cooperante\/","title":{"rendered":"Conoscere l\u2019altro: storia di un cooperante"},"content":{"rendered":"<h3>Considerati i continui flussi migratori in arrivo nel paese, AICEM, da sempre attiva sul tema dell\u2019inclusione, ha voluto capire meglio cosa c\u2019\u00e8 dietro questi numeri, raccontando\u00a0le storie oltre gli stereotipi perch\u00e8 in fondo si aiuta solo chi si conosce.<\/h3>\n<p>Ramona Capaldo, da anni impegnata\u00a0in prima persona, parla della sua esperienza.<\/p>\n<p>\u201cIn questo particolare momento l\u2019umanit\u00e0 sta affrontando una sfida che spesso e purtroppo, vede lo scontro diretto delle parti coinvolte; in molti casi senza un motivo reale.<\/p>\n<p>La diffusione di pregiudizi e stereotipi all\u2019interno della societ\u00e0 attuale, continua a generare l\u2019innalzamento di barriere che portano a una mancanza di comunicazione, e di conseguenza alla non conoscenza \u201cdell\u2019altro\u201d, favorendo sensazioni come paura, intolleranza e disagio. Solo l\u2019abbattimento di questi pregiudizi e stereotipi pu\u00f2 facilitare un percorso diretto al dialogo, alla convivialit\u00e0 e al benessere comune. L\u2019obiettivo di AICEM \u00e8 di dare maggiore visibilit\u00e0 ai giovani, offrendo gli strumenti necessari per un confronto pacifico che porta a un percorso di crescita personale. La partecipazione al <em>\u201cSocial Project Management for Youth Inclution Training for Trainers for African Diaspora Youth Workers\u201d<\/em> e alla conferenza <em>\u201c<\/em>ADYFE \u2013 <em>African Diaspora Youth Forum in Europe\u201d<\/em> tenutesi a Vienna a Giugno 2015, \u00e8 stata fondamentale per comprendere al meglio, in che modo lavorare su tematiche riguardanti la diaspora africana.<\/p>\n<p>Ho deciso di essere parte attiva nel processo di sensibilizzazione alla comunicazione e all\u2019accoglienza, sostenendo il lavoro svolto al Centro Policulturale Baobab in via Capua e dalla Croce Rossa a Tiburtina a Roma.<\/p>\n<p>L\u2019attivismo sociale che Roma sta dimostrando in questi giorni lascia chiaramente comprendere quanta volont\u00e0 e speranza ci sia ancora in una societ\u00e0 abitualmente \u201ccalpestata\u201d.<\/p>\n<p>Per il 20 giugno, ricorrenza della giornata del rifugiato, sono andata in via Capua, al campo di Tiburtina della Croce Rossa e a Tor Pignattara (noto quartiere interculturale), per incontrare e parlare con giovani rifugiati e immigrati. L\u2019idea di incontrare questi ragazzi parte dalla voglia di conoscere e far conoscere l\u2019altro, in una societ\u00e0 dove le barriere sociali sembrano essere sempre pi\u00f9 alte. Mi sono interfacciata con vari ragazzi incuriositi dalla mia idea e disponibili a darmi una mano. Ci\u00f2 che ho visto nei loro occhi \u00e8 qualcosa che molto spesso ormai tendiamo a dare per scontato, ed \u00e8 quel barlume di speranza che ci aiuta a cambiare le cose quando non vanno. La speranza di poter ricominciare, di essere protagonisti del proprio presente.<\/p>\n<p>Da un\u2019analisi delle interviste fatte a ragazzi tra i 16 e i 35 anni,\u00a0 provenienti da Eritrea, Sierra Leone e Nigeria \u00e8 emersa la seguente situazione:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Perch\u00e9 hai intrapreso questo viaggio?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Le risposte maggiormente fornite dai ragazzi sono legate alla privazione di un presente e di un futuro dignitosi, tormentati dalla mancanza di cibo e incessanti conflitti.<\/p>\n<p>\u201cNessuno vuole morire!\u201d afferma Omar. \u201cNon volevo lasciare casa, ma sono stato costretto! Ho vissuto la guerra. La cosa strana \u00e8 che in Africa non ci sono fabbriche d\u2019armi; l\u2019Occidente porta le sue armi qui e prende le migliori terre. Non abbiamo pi\u00f9 neanche un terreno buono da coltivare, ci tolgono anche il cibo! Sai come si dice? <em>an hungry man, is and angry man\u2026<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa mia famiglia non aveva abbastanza cibo per tutti, sono venuto alla ricerca di un destino migliore.\u201d Spiega Samiel, da solo una settimana in Italia.<\/p>\n<p>Mentre chi, per una burocrazia ancora troppo complessa, lenta e obsoleta, molte volte rimane \u201cbloccato\u201d per mancanza di documenti. E\u2019 il caso di Augustine, commerciante nigeriano, portato in Europa con false promesse di lavoro: \u201cPensavo di fermarmi poco, solo per fare del commercio. Volevo rientrare nel mio paese ma per colpa dei documenti sono rimasto bloccato 12 anni.\u201d<\/p>\n<p>Per quanto le ragioni possano essere differenti, chi \u00e8 in grado di giudicare cosa sia giusto o sbagliato quando si parla di vita?<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Cosa ti aspettavi di trovare e cosa realmente hai trovato?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutti i ragazzi con i quali abbiamo parlato avevano una buona percezione dell\u2019Italia prima della partenza. Un giovane sedicenne eritreo parla di \u201cammirazione\u201d verso questo paese. Triste che le prime persone con le quali si \u00e8 trovato a interagire, lo abbiano forzato con violenza alla foto segnalazione, nonostante le ferite corporali riportate dal ragazzo in seguito al viaggio.<\/p>\n<p>I ragazzi da poco arrivati e accolti in via Capua e a Tiburtina hanno elogiato molto il lavoro svolto da tutti i volontari, parlando di \u201cuna buona accoglienza e assistenza; c\u2019\u00e8 tanto rispetto qui.\u201d<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi invece, da pi\u00f9 tempo qui, ha trovato una seconda casa, famiglia, amici, amore, odio o sicurezza e pu\u00f2 affermare che \u201cL\u2019Italia \u00e8 un bel paese perch\u00e9 molto tollerante ma \u00e8 comunque difficile. Non si conosce <em>l\u2019altro.<\/em>\u201d o \u201cA volte l\u2019Italia \u00e8 un paese chiuso che non vuole crescere e imparare. Non si va avanti cos\u00ec\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Sono d\u2019accordo, solo tramite il confronto si arriva realmente alla crescita.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Cosa ti aspetti che l\u2019Italia possa fare in questa situazione delicata?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Una risposta interessante \u00e8 stata quella di combattere il razzismo dovuto alla mancanza di conoscenza dell\u2019<em>altro<\/em>. La soluzione proposta \u00e8 di formare i giovani nell\u2019ottica di una nuova realt\u00e0, verso valori trasversali e condivisi; creando persone capaci di comunicare e dialogare con il mondo che li circonda.<\/p>\n<p>Omar parla di dare l\u2019esempio, combattendo la corruzione cos\u00ec da permettere un cambiamento definitivo: \u201cL\u2019Italia \u00e8 un bellissimo paese ma ci sono occasioni quasi solo per i privilegiati. [\u2026] Bisogna inoltre cambiare la situazione d\u2019incompetenza e ignoranza all\u2019interno delle istituzioni pubbliche; come la mancanza di formazione o di\u00a0 conoscenza delle lingue. Non si conosce neanche la propria Costituzione!\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Cosa vorresti fare nella vita? <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutte le risposte sono state le stesse: \u201cLavorare\u201d. Avere la possibilit\u00e0 di lavorare in regola, non importa dove e cosa, l\u2019importante \u00e8 averne la possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019intenzione di molti \u00e8 comunque quella di fare ritorno, un giorno, alla propria casa. Come il nostro amico sierraleonese: \u201cVoglio tornare a casa, aprire una fattoria e una stazione radio.\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019impressione che ho avuto \u00e8 che tutto ci\u00f2 che queste persone chiedono, \u00e8 una possibilit\u00e0 di sopravvivere. Costrette ad abbandonare i propri sogni, la propria famiglia, la propria casa, la sicurezza\u2026 il proprio mondo; perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 prezzo per la vita. Credo che quello che potremmo, e dovremmo, fare\u00a0\u00e8 dimostrare il nostro lato umano: <strong>l\u2019accoglienza, il rispetto<\/strong> <strong>e l\u2019integrazione<\/strong>.\u201d<\/p>\n<p>di Ramona Capaldo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Considerati i continui flussi migratori in arrivo nel paese, AICEM, da sempre attiva sul tema dell\u2019inclusione, ha voluto capire meglio cosa c\u2019\u00e8 dietro questi numeri, raccontando\u00a0le storie oltre gli stereotipi perch\u00e8 in fondo si aiuta solo chi si conosce. 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